Poliambulatorio de Giorgio

Obesità

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce l'Obesità come "una condizione clinica caratterizzata da un eccessivo peso corporeo per accumulo di tessuto adiposo (grasso) in misura tale da influire negativamente sullo stato di salute". Viene unanimemente riconosciuta come malattia cronica e come seconda causa di morte prevenibile dopo il fumo.

Come si riconosce una condizione di Obesità?
Il peso non è una misura di per sé sufficiente a fornire una valutazione del grado di obesità. L'Indice di Massa Corporea (BMI) misura il rapporto tra peso ed altezza e costituisce attualmente il metodo più utilizzato per definire l'Obesità. Il BMI si misura calcolando il rapporto tra peso corporeo (Kg) e altezza (m2). BMI = peso in Kg / altezza in mquadro
Un BMI superiore a 30 è indice di Obesità. Un BMI superiore a 40 è indice di Obesità Grave.

Quali sono le cause che determinano L'Obesità?
A determinare una condizione di Obesità possono contribuire fattori genetici, endocrini e metabolici, ma sicuramente la causa principale è una eccessiva introduzione di cibo altamente energetico per errate abitudini alimentari e/o per un disturbo del comportamento alimentare su base psicologica.
L'Obesità è tipicamente correlata al benessere. Nel mondo occidentale sono aumentati enormemente i consumi di zuccheri e grassi che sono sostanze altamente energetiche, mentre si è avuta una contemporanea e progressiva riduzione della attività fisica.

Quanti sono i tipi di Obesità?

In base alla distribuzione del tessuto adiposo si possono distinguere 3 tipi di Obesità:

A - Obesità Ginoide tipica delle donne ("a pera"o periferica) dove il grasso si accumula prevalentemente a livello sottocutaneo nella regione dei glutei, sui fianchi e sulle cosce.

B - Obesità Androide tipica degli uomini ("a mela"o centrale) dove il grasso si localizza prevalentemente a livello addominale e attorno ai visceri addominali.

C - Obesità Mista in cui si uniscono le caratteristiche dell'Obesità Ginoide ed Aneroide.

I soggetti che sono affetti da Obesità "a mela" sono quelli che più facilmente sviluppano malattie.

Quali sono i rischi per la salute?

Nei soggetti affetti da Obesità si ha una maggiore frequenza di alcune malattie, soprattutto:Diabete - Ipertensione Arteriosa - Ictus cerebrale - Infarto cardiaco - Insufficienza respiratoria - Calcolosi della colecisti - Dolori articolari - Gotta - Dislipidemie - Alcuni tipi di tumori maligni (colon, mammella, utero).

Le persone obese sono poco accettate dalla società e questo non fa che agire negativamente sul senso dl autostima e sulla percezione di immagine negativa che tali pazienti hanno di sé stessi. Spesso l' obesità si ripercuote negativamente anche sull'attività lavorativa quotidiana e nella ricerca di un impiego.

Quali sono i vantaggi della perdita di peso?

Semplicemente il miglioramento fino alla guarigione di quasi tutte le malattie ed i disturbi che insorgono a causa dell'Obesità come il Diabete, l'Ipertensione, i dolori ossei, l'insufficienza respiratoria, le malattie cardiache e così via.

Indicazioni alla Chirurgia Bariatrica

La chirurgia bariatrica è una disciplina codificata che si è dimostrata efficace nel trattamento dell’obesità determinando una perdita di peso mantenuta a lungo termine, con miglioramento o risoluzione delle comorbilità associate permettendo un allungamento della spettanza di vita. La chirurgia bariatrica riduce, infatti, la mortalità generale, cardiovascolare e da ogni altra causa ed è in grado di determinare il miglioramento complessivo della qualità di vita dei pazienti affetti da obesità. L’entità del miglioramento della qualità di vita del paziente obeso sottoposto a intervento di chirurgia dell’obesità è indipendente dal tipo di procedura effettuata ed è strettamente correlata all’andamento del peso corporeo registrato nel corso del follow-up a lungo termine dopo l’intervento chirurgico.

La qualità di vita rimane soddisfacente quando la percentuale di perdita di peso corporeo in eccesso rispetto a quello iniziale si mantiene al di sopra del 10%.

Le attuali indicazioni alla chirurgia bariatrica fanno riferimento alla gravità dell’obesità e alla potenziale reversibilità del quadro clinico. Classicamente, a partire dalla Consensus Conference del National Institute of Health Americano (1991), si considera dirimente l’Indice di Massa Corporea (BMI, Body Mass Index), ma deve essere tenuto presente che esso ha rivelato limiti importanti, non essendo in grado di evidenziare:

• la distribuzione e la ripartizione dell’accumulo lipidico sotto forma di grasso somatico o viscerale, fattore chiave nel determinare la sindrome metabolica;

• la diversa distribuzione del grasso in relazione all’età, al sesso e alla razza.

Per tale motivo il BMI è considerato un importante parametro di riferimento, ma non l’unico per stabilire l’indicazione all’intervento chirurgico. Nel contempo il BMI, considerato anche nella sua dimensione storica come massimo valore raggiunto dal paziente, consente di dare indicazione all’intervento di chirurgia bariatrica. Il BMI è, infine, valutato, insieme a paramentri metabolici, funzionali e

psicologici sempre in un bilancio complessivo fra rischi e benefici, in pazienti con:

• BMI >40 kg/m2, in assenza di ogni altra comorbilità;

• BMI >35 kg/m2, in presenza di comorbilità fra quelle classicamente considerate come associate all’obesita' , tra cui il diabete mellito di tipo 2 (T2DM) resistente al trattamento medico (Vedi: Indicazioni nel paziente affetto da Diabete Mellito di Tipo 2).

La chirurgia bariatrica si è, inoltre, dimostrata efficace in pazienti con obesità di classe I (BMI 30-35 kg/m2) e con comorbilità. Ad oggi la letteratura riporta numerosi lavori a conferma di sicurezza, efficacia ed utilità nel controllo delle comorbilità in pazienti con obesità di classe I. L’analisi complessiva degli studi randomizzati e controllati, le metanalisi e gli studi prospettici e retrospettivi evidenziano risultati ottimali in termini sia di calo ponderale sia di riduzione delle comorbilità analogamente a pazienti con obesità di classe più elevata.

Di particolare rilievo, inoltre, sono i risultati ottenuti dalla chirurgia dell’obesità nei pazienti affetti da patologia articolare, ove il calo ponderale determina un miglioramento sostanziale del dolore e delle disabilità che da essa derivano. L’eccesso ponderale rappresenta uno dei principali fattori di rischio “modificabili” per lo sviluppo dell’osteoartrite. La popolazione obesa ha un rischio da 13 a 20 volte superiore alla popolazione di controllo di sviluppare osteoartrite del ginocchio, mentre il rischio di coxoartrite è di 1,7 volte maggiore nella popolazione con BMI >28 kg/m2 rispetto a quella con BMI <24,9 kg/m2.

L’obesità rappresenta un importante fattore di rischio per lo sviluppo dell’OSAS (Obstruction Sleep Apnea Syndrome), con un aumento di 1,14 volte del rischio relativo per ogni incremento unitario del BMI. A sua volta l’OSAS è associata a una maggiore incidenza della sindrome metabolica e a un aumentato rischio cardiovascolare. La chirurgia bariatrica determina la risoluzione o il miglioramento dell’OSAS nell’88,5% dei pazienti a un follow-up medio di 21,8 mesi;

 

Le informazioni riportate in questa pagina derivano dalle LINEE GUIDA S.I.C.O.B. 2016.

 

Presso il Poliambulatorio De Giorgio un Team multidisciplinare (Chirurgico, Nutrizionale e Psicologico) dedicato alla Cura dell'Obesità prende in carico il paziente dalla valutazione Pre-operatoria (stato nutrizionale, consulenza psicologica e valutazione delle indicazioni all'intervento chirurgico specifico per ogni paziente) al follow up a distanza.

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